Giorno del Ricordo, Mattarella: «Grazie alla comune appartenenza all’Ue in queste terre oggi ci sono ponti»

Al Quirinale la celebrazione del Giorno del Ricordo. Il Capo dello Stato: «Gorizia, città simbolo della divisione, è con Nova Gorica una sola capitale della cultura europea 2025». La gratitudine di Fedriga 

Il presidente Sergio Mattarella durante la celebrazione del “Giorno del Ricordo” al Quirinale, Roma, 9 febbraio 2024 ANSA/Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING NPK
Il presidente Sergio Mattarella durante la celebrazione del “Giorno del Ricordo” al Quirinale, Roma, 9 febbraio 2024 ANSA/Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING NPK

Si è svolta questa mattina, venerdì 9 febbraio, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del «Giorno del Ricordo».

Il Presidente Mattarella

«La costruzione dell'Unione Europea, pur con i suoi ritardi e le sue carenze, ha rappresentato il ripudio della barbarie provocata da tutti i totalitarismi del Novecento e la concreta e valida direzione di marcia per guardare al futuro con fiducia e speranza. In questo quadro, nelle splendide terre di cui parliamo, oggi, grazie alla comune appartenenza all'Unione Europea, non esistono più barriere o frontiere, ma strade e ponti».

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Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni del Giorno del ricordo.

«La diversità non genera più risentimento o sospetto, ma produce amicizia e progresso. Con Slovenia e Croazia coltiviamo e condividiamo, in Europa e nel mondo, i valori della democrazia, della libertà, dei diritti. E lavoriamo insieme per la pace, lo sviluppo, la prosperità dei nostri popoli, amici e fratelli.

I giovani lo sanno e lo vivono. Le giovani generazioni lo stanno già facendo da molto tempo, sviluppando un comune senso di appartenenza a una regione che trova nell'ampio spettro di presenze, etnie, lingue, storie, culture, tradizioni, la sua preziosa e feconda peculiarità. Gorizia, la città simbolo della divisione, è oggi associata - grazie a una generosa intuizione della Slovenia - a Nova Gorica: due città, due Stati, una sola capitale della cultura europea 2025», ha aggiunto.

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Bumbaca Gorizia @Pierluigi Bumbaca fotografo

Il presidente della Regione Fvg Fedriga

«Esprimo il mio più sentito ringraziamento al Capo dello Stato per le parole pronunciate oggi sulla vicenda delle foibe e dell’esodo: suggellano in maniera sapiente e definitiva il giudizio retrospettivo su quanto accadde nel Secondo dopoguerra sul confine orientale. Nelle parole del presidente Mattarella si può ritrovare tutta la comunità nazionale». Così in una nota il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

La cerimonia 

La cerimonia, condotta dall’attrice Viola Graziosi, è stata aperta dalla proiezione del docufilm dal titolo «Kevina Jama - La Foiba Grande», cui ha fatto seguito l’intervista alla protagonista Alessandra Rivaroli.

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Sono intervenuti il professor Giuseppe de Vergottini, Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, lo storico Davide Rossi, ordinario di Storia e Tecnica delle costituzioni europee presso l’Università degli Studi di Trieste e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Viola Graziosi ha, quindi, letto un brano tratto dal libro «Chi ha paura dell’uomo nero» di Graziella Fiorentin e due estratti tratti dal libro «Bora. Istria, il vento dell’esilio» di Anna Maria Mori e Nelida Milani.

La signora Egea Haffner, la bambina ritratta nella foto simbolo dell’esodo, ha portato la sua testimonianza.

Il concerto dell’Orchestra del Tartini di Trieste

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Le prove nell’aula magna del Tartini (foto di massimo Silvano)

L’orchestra di archi del Conservatorio G. Tartini di Trieste ha eseguito l’Adagio dal Quartetto in Re maggiore op. 8 n. 1 di Luigi Boccherini e le arie «Italiana» e «Siciliana» dalla Suite n.3 «Antiche danze e arie» di Ottorino Respighi.

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Le autorità presenti

Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, il Vice Presidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, esponenti del Governo, del Parlamento, autorità civili e appartenenti alle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

In precedenza nella Sala degli Specchi, dopo l’indirizzo di saluto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Presidente Sergio Mattarella, coadiuvato dal Ministro e dal Presidente della FederEsuli, ha premiato le Scuole vincitrici del Concorso «10 febbraio - Un mondo e un passato. Storie dai luoghi di origine degli esuli giuliano-fiumano-dalmati».

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