Gradisca impegna 50 mila euro per la cucina della Serenissima

«Confidiamo presto in una transazione positiva del procedimento che si sta trascinando da tempo sull’enoteca Serenissima». A confermare che la vicenda riguardante lo storico locale di palazzo dei Provveditori Veneti possa essere non lontano da una conclusione è il sindaco Linda Tomasinsig.
Rispondendo in Consiglio comunale all’opposizione, che le chiedeva conto, in sede di variazione di bilancio, di una somma da 50 mila euro per “acquisto attrezzature”, la prima cittadina ha spiegato: «È una risorsa stanziata in via prudenziale, auspicando di poter arrivare a conclusione dalle trattative in corso che riguardano la Serenissima, valutando la possibilità di acquisire la cucina in modo da metterla a disposizione dei futuri aggiudicatari dell’enoteca». Come si ricorderà, è una pendenza economica fra il Comune e una precedente gestione a “congelare” ormai da un anno e mezzo il futuro dell’enoteca regionale. Il che impedisce al bando chiamato ad individuare una nuova gestione del locale di via Battisti di vedere la luce.
Avrebbe dovuto essere pubblicato nei primi mesi dell’anno, ma da allora qualcosa si è inceppato. «Prima della gara desideriamo chiudere la pratica relativa alle pendenze della penultima gestione Clas e in tal senso stiamo lavorando con uno studio commercialista», aveva assicurato il sindaco Tomasinsig successivamente alla sua rielezione. Renato Tedesco, titolare della suddetta gestione e oggi, dopo l’esperienza a Borgo Colmello, tuffatosi nella nuova avventura dell’enoteca dell’hotel Entourage a Gorizia, aveva confermato l’esistenza di alcune pendenze fra l’ente comunale e la sua società. La difficile compensazione ruota attorno a una cucina, o meglio al suo valore. Attrezzature acquistate da Clas, che è disponibile a lasciarla a disposizione del Comune e farla rientrare nei conteggi di chiusura del rapporto.
Il precedente contratto di gestione aveva visto alternarsi nei locali di via Battisti due diversi gestori: dapprima la Clas del gradiscano Tedesco, che gestiva l’enoteca dal 2012, e dal 2016 la Lotus Flowers srl di Cervignano. Tecnicamente si era trattato di una cessione di ramo d’azienda, formula che aveva consentito una continuità operativa pressoché immediata alla Serenissima e scongiurato una nuova, dolorosa chiusura. Ma quel contratto, che aveva durata di sei anni, è scaduto nel 2018. Il nuovo bando, che nei contenuti non dovrebbe discostarsi di molto da quello precedente, non parte. Per Gradisca quello della nuova gestione dell’enoteca è infatti un passaggio importante. La Serenissima non è un locale qualunque, ma un simbolo della vocazione turistica oltre che della cultura enologica. La durata della concessione era stata modificata nel 2012: non più 2 anni con opzione per altri 3, ma 6 “in blocco” per garantire continuità a lungo termine. Palazzo Torriani aveva anche abbassato il canone mensile minimo di gestione a 1.200 euro, vale a dire 14.400 euro annui: quasi 4 mila in meno di quanto pagava il precedente ente gestore, l’Associazione italiana sommeliers. Chiusa per il Noè, malinconicamente a serrande abbassate anche nel periodo natalizio, la “Serenissima” spera in un rilancio. Che passa dalle sorti della sua cucina. –
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