La promessa delle istituzioni: «Sarà polo di respiro nazionale»
Ormai la storica stazione versava in condizioni precarie e sicuramente non era un bel biglietto da visita per il numero crescente di turisti. Così ieri mattina, una cerimonia con relativo taglio del nastro - alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga, del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del presidente e del direttore generale della Fondazione Fs Mauro Moretti e Luigi Cantamessa - ha ufficialmente sancito l’inizio dei lavori, che prevedono, per l’appunto, la rinascita dello storico fabbricato.
«Oggi è una giornata importante per la storia delle Ferrovie dello Stato in questa regione - ha detto Cantamessa - perché riparte Campo Marzio, un “unicum” per le terre giuliane. Non sarà un museo, non sarà una stazione, bensì la prima stazione–museo con attività ricettive in Italia». «Da qui partiranno - ha aggiunto Cantamessa - le “crociere ferroviarie”, un progetto già avviato quest’anno con oltre 600 mila euro stanziati dalla giunta Fedriga per tour in tutta la regione».
A delineare il futuro dell’area di Campo Marzio è intervenuto anche il sindaco Roberto Dipiazza, ricordando come tutta la zona cambierà volto (si legga l’articolo nella pagina a fianco, ndr). «Mi auguro che questo museo diventi un centro culturale della città di prima importanza - ha sottolineato Moretti durante il suo intervento - non solo un centro della cultura nazionale ferroviaria, ma anche una casa dove svolgere tanti altri tipi di iniziative e manifestazioni. Guardavo in televisione il museo di Napoli che è diventato uno dei più richiesti in particolare per i matrimoni, ricercato persino dal Giappone».
Quella di ieri viene vissuta come una giornata storica, dunque, decisiva per la città. Che ora, grazie alla Fondazione Fs e a tutti gli altri enti coinvolti nella sfida di Campo Marzio, potrà contare non soltanto su un museo rinnovato e multimediale ma soprattutto su un luogo poliedrico. «Ringrazio la Fondazione Fs per aver creduto nel nostro territorio», ha sostenuto a sua volta Fedriga: «Quando tutti remano nello stesso verso, si fa prima e meglio. Questa sarà una straordinaria opportunità per la città di Trieste e per la Regione che, a partire dal 2022, avrà a disposizione un nuovo polo turistico, culturale e ricreativo, il secondo grande museo ferroviario nazionale. Il primo, quello di Pietrarsa, è infatti già una solida realtà, capace di realizzare, nel solo 2018, l'invidiabile numero di 170 mila visitatori». «Trieste - ha infine dichiarato la parlamentare del Pd ed ex governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani - è una delle capitali europee della cultura e sarò felice se il museo ferroviario diventerà un grande polo di attrazione e anche di ricerca nazionale e internazionale. Le grandi opere che si realizzano a Trieste devono avere l’ambizione di dialogare con un larghissimo retroterra geografico e storico».—
A.D.M.
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