La Soprintendenza risponde: Dehors prorogati a tutto il 2019

L’ente di tutela archeologica ha inoltrato anche le osservazioni alla proposta di Regolamento. Raugna: «Ora inizieremo le trattative per l’okay definitivo»
Bonaventura Monfalcone-16.10.2017 Consiglio comunale-Grado-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-16.10.2017 Consiglio comunale-Grado-foto di Katia Bonaventura

GRADO

L’ultima scommessa per poter mettere la parola “fine” all’intricata odissea dei dehors a Grado passa attraverso una proroga valida per l’intero 2019 durante il quale il Comune è pronto ad avviare una «negoziazione» al fine di ottenere il placet al Regolamento locale che disciplina l’occupazione di spazi e aree d’uso pubblico soggette a vincolo monumentale. Dalla Soprintendenza sono arrivati i segnali attesi da un anno. Martedì è giunta infatti al Comune una nota scritta in merito alla proposta di Regolamento inoltrata il 15 dicembre 2017, e ieri è arrivata la proroga per il prossimo anno, comunque nelle more del piano in itinere alla costruzione del quale hanno partecipato Ascom e Amo Grado, espressioni della categoria.

Quanto basta per rimboccarsi le maniche. Oggi il sindaco Dario Raugna, come ha annunciato, incontrerà le associazioni di categoria per iniziare a elaborare le controdeduzioni alle osservazioni presentate dalla Soprintendenza. Osservazioni che il primo cittadino ha definito «non proprio soddisfacenti», sulle quali si ricercherà il giusto equilibrio.

L’obiettivo è quello di addivenire all’autorizzazione del Regolamento per poi portarlo in approvazione in Consiglio comunale.

Una storia lunga e articolata, che ha tenuto con il fiato sospeso ristoratori e pubblici esercenti, alle prese con il vincolo “monumentale” disciplinato dal decreto legislativo 42 del 2004, al quale sono soggette vie, piazze e altri spazi pubblici “storici”, di 70 anni fa.

Ci sono passate più amministrazioni comunali, impegnate a dirimere la delicata questione, nell’armonizzare il rispetto alle normative, iter burocratici semplicati e le esigenze imprenditoriali delle categorie.

L’amministrazione «ha fatto la sua parte», ha sottolineato ieri il sindaco Dario Raugna, durante una conferenza stampa in municipio. Ha aggiunto: «Sono stati siglati accordi, a partire da quello tra Stato/Regione del 2014, assieme alla Soprintendenza e gli altri enti locali, sono state seguite norme e prescrizioni. Fino ad eseguire, unico Comune in Friuli Venezia Giulia, la cosiddetta verifica di interesse culturale al fine di superare l’obbligatoria autorizzazione della Soprintendenza. Il Comune non è stato inerte. Abbiamo fatto il possibile». Lo scorso 15 dicembre quindi è stato inoltrato il Regolamento comunale-Piano dei dehors, per il quale martedì sono scaturite le osservazioni, seguite a ruota, ieri, dal via libera alla proroga, per la quale la soprintendente Simonetta Bonomi ha confermato la validità dell’accordo siglato nel 2014.

Il sindaco ha detto di più: «Siamo a conoscenza di un’indagine della Procura e di avvisi di garanzia nei confronti di circa una ventina di ristoratori. Si tratta di fioriere e paraventi. Se arriva la Procura a mettere tutto in discussione, il nostro Comune va in crisi e comincia ad assumere un atteggiamento cautelativo nei confronti dei ristoratori. In via precauzionale abbiamo inviato una nota ai ristoratori interessati affinché richiedano un’autorizzazione monumentale, ma a questo punto almeno per la stagione 2019 rientreranno nelle more dell’approvazione del Regolamento sui dehors in Consiglio».

Il Piano dehors prevede spazi attrezzati più strutturati per le attività annuali, più semplici (tavolini, sedie e tende a sbraccio) per quelle stagionali. Sono state indicate anche le zone di non occupabilità. Il tutto «mediato con le categorie Ascom e Amo Grado durante gli incontri dedicati all’Ufficio tecnico e con le quali da domani (oggi, ndr) andremo ad analizzare le osservazioni ai fini delle controdeduzioni». Raugna ha voluto evidenziare l’aspetto economico sotteso alla questione: «Grado vive anche di questa economia. Non vorrei pregiudicare le categorie con ricadute occupazionali negative che non possiamo permettere». Ha concluso: «L’occupazione di suolo pubblico a Grado non è diversa da Trieste, Aquileia, Palmanova, Lignano, Cividale. Noi abbiamo fatto tutti i passaggi tecnico-legislativi dovuti».

Il vicesindaco Matteo Polo da parte sua ha ribadito: «La maggioranza è determinata nel suo impegno a risolvere la questione. Vogliamo incentivare e sostenere le attività economiche», facendo riferimento anche a un fondo ad hoc per gli esercizi pubblici e di ristorazione annuali. «Vogliamo mettere gli imprenditori nelle condizioni di lavorare sereni. Abbiamo chiesto alla categoria un po’ di cautela in attesa del responso da parte della Soprintendenza. Cerchiamo di rimanere uniti».—



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