Lucinico piange “Ciso postin” il portalettere amato dal borgo

Per una vita era stato, quasi, presenza quotidiana nelle giornate di tante famiglie goriziane, lucinichesi soprattutto. Suonava il campanello e il suo sorriso appariva dietro la porta, in fondo ai vialetti o seminascosto dalle inferriate di un cancello. Poi poche parole, sempre cortesi, e la posta arrivava a destinazione. Sì, perché Tarcisio Spessot, chiamato amichevolmente da tutti Ciso postin, faceva il postino. Oggi Gorizia e Lucinico in particolare sono in lutto, perché Tarcisio, Ciso, non c’è più, è morto improvvisamente all’età di 83 anni.
Personaggio caratteristico, apprezzato e benvoluto da tutti, Tarcisio è stato per una lunga stagione il postino di fiducia dei lucinichesi. Aveva portato avanti la professione del padre come dipendente delle Poste italiane, e dopo aver prestato servizio nei primi anni di carriera alla sede centrale della posta e nelle altre succursali della provincia, era stato definitivamente assegnato al quartiere di Lucinico. Anche qui si era fatto conoscere ed era riuscito ad entrare nel cuore della gente grazie ad una simpatia, la sua, che non conosceva confini, con quegli atteggiamenti sempre caratterizzati da gentilezza e tanta disponibilità. Per il suo mestiere era al corrente di ogni particolare che riguardasse la vita delle famiglie del borgo, ma non si lasciava mai andare a un pettegolezzo, visto che svolgeva il ruolo di postino con senso del dovere e massima riservatezza. Un tanto che la gente gli riconosceva.
Da qualche anno Tarcisio era rimasto vedovo, ma il dolore per la scomparsa della moglie non lo aveva privato della sua grande energia e voglia di vivere. Uomo poliedrico, amava dedicarsi durante il tempo libero alla riparazione di vecchi apparecchi radiofonici, e possedeva una ricca collezione di cartoline d’epoca che custodiva gelosamente facendole vedere però volentieri ai tanti amici che avevano piacere di stare con lui. Spessot amava poi anche raccontare aneddoti relativi ai tempi in cui Gorizia e il suo territorio erano ancora sotto il governo austriaco: episodi vissuti in prima persona dal nonno, che era stato arruolato come marinaio nella Kriegsmarine, la Marina da guerra asburgica di stanza a Pola. Tante volte Ciso aveva sentito quei racconti, che lo avevano toccato a tal punto da spingerlo a sentirsi particolarmente visino al mondo austriaco, partecipando costantemente alle annuali trasferte legate al gemellaggio con Altlichtenwarth. Non a caso Spessot è stato insignito con alcune delle più importanti decorazioni austriache, come la “Scwarzes Kreuz”, o quella del “Kameradschaftbund”, l’associazione dei commilitoni di cui si sentiva oltremodo orgoglioso.
Con il suo decesso, Lucinico (ma in generale senz’altro anche l’intera comunità di Gorizia) perde una persona che ne ha contrassegnato la storia con cordialità, un pizzico di esuberanza ed uno spirito di amicizia sempre aperto a tutti.
Spessot lascia il figlio Enrico, e i funerali del postino amato da tutti si svolgeranno questa mattina nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, a Lucinico ovviamente, con partenza dalla cappella dell’ospedale San Giovanni di Dio. –
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