Maria: «Non voglio incontrare l’investitore, sto troppo male»
Sta meglio, Maria, una delle due romene investite una ventina di giorni fa in viale Cosulich. È stata dimessa da Udine, si trova a casa. Ma la testa non le dà tregua: dolori lancinanti, come alla spalla e alla schiena. «Io e Doina eravamo andate a far la spesa al Dpiù», riferisce. Ma «a casa non siamo mai arrivate». Così il drammatico racconto: «Dell’incidente non ricordo niente. Nulla che riguardi me o Doina. Dal risveglio rammento solo il momento in cui ho vomitato sangue. All’ospedale, poi, mi hanno detto ch’ero stata investita da una macchina: io non sapevo dov’ero». La povera Doina invece «non parla, non è sveglia: la tengono a Trieste, in coma». Può ritenersi fortunata, Maria: comunica e cammina, anche se ha giramenti di capo e dev’essere accompagnata pure quando va al bagno. Ma si riprenderà.
In queste ore la comunità romena ortodossa è stretta in preghiera per l’altra donna: i fedeli si ritrovano per l’orazione nella chiesa di via 9 giugno, guidati da padre Victor. A Cattinara, invece, c’è padre Eusebiu. Entrambi assistono la famiglia di Doina, madre di due figli maschi, maggiorenni. La 46enne si trovava da una settimana a Monfalcone per ricongiungersi al marito. Che da qualche anno è impiegato in una ditta del cantiere, dopo aver in passato lavorato in un altro stabilimento a La Spezia. Qualche giorno dopo quel maledetto martedì Doina avrebbe dovuto fare rientro in Romania: non è andata così.
«Brave gente, che lavora», dice chi conosce la donna e il marito. La disgrazia li ha colti all’improvviso. Anche dalla Chiesa cattolica è partita la solidarietà. Don Valentino ha avviato una raccolta per sostenere la coppia. «Quando sono riunito coi fedeli – racconta intanto padre Victor – preghiamo per Doina, la malata più grave». Si spera che possa riprendersi. Pure Maria, che si sente al telefono col marito della donna, lo auspica. Quanto al conducente dell’auto che ha travolto le due cognate «non so niente: con me non si è fatto vivo». Maria, disoccupata, risiede stabilmente a Monfalcone con figlia e coniuge, fratello di Doina. «Non penso di volerlo vedere – conclude –, né sapere chi sia. Non m’interessa. Non esco neppure di casa in questo momento. Mi fa male il fatto che sono stata investita sulle strisce, come mi hanno detto. Per ora è così, più avanti non si sa».
Padre Victor attende di rivedere il marito di Doina per pregare assieme. Di solito si fa vivo alle 17, ma ieri non ha potuto. È andato a Cattinara, dalla moglie. In Terapia intensiva c’è solo un’ora di visita. I minuti, lì, scorrono lenti come ore. –
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