Modello norvegese per sconfiggere la piaga della ludopatia

«Non si tratta di schieramenti politici o di destra e sinistra, quando ci riferiamo alla ludopatia parliamo di una tematica che riguarda il nostro modo di intendere la socialità».
Lo afferma il consigliere comunale della Lega Andrea Tomasella che ha affrontato il tema della ludopatia durante l’incontro pubblico organizzato dalla Lega Giovani Gorizia in Sala Dora Bassi, alla presenza del sindaco Ziberna, del presidente della V Commissione e consigliere regionale Bernardis, della coordinatrice del tavolo tecnico regionale gioco d’azzardo patologico Francesca Vignola e la blogger Arianna Dreossi nelle vesti di moderatrice.
Ziberna ha posto l’accento sulla necessità di distinguere fra chi gioca con moderazione con chi effettivamente soffre della dipendenza da gioco d’azzardo mentre Bernardis ha fatto riferimento in particolar modo al “modello norvegese”, ovvero il collegamento dei terminali ad un unico server centrale sotto il controllo dello Stato. La coordinatrice Vignola ha invece portato all’attenzione della platea i dati relativi alla spesa che appaiono in «preoccupante espansione, poiché i dati che emergono dal Monopolio di Stato ci dicono che, solo a Gorizia, nel 2017 il volume di gioco è stato pari a 37.435.968 euro.
Infine, Tomasella ha illustrato il percorso che lo ha portato a creare la mozione che ha impegnato il Comune ad individuare i punti sensibili (chiese, scuole, luoghi di aggregazione, bancomat ecc) dai quali slot e vlt devono essere distanti almeno 500 metri, oltreché degli orari di funzionamento per un massimo di 13 ore per le sale da gioco e un massimo di 8 ore per le attività complementari. —
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