Negozi, la giunta approva le chiusure festive
La Lega contrattacca: «Troppe 29 aperture domenicali» La battaglia si sposta in aula
di Roberto Urizio
di Roberto Urizio

TRIESTE Renzo Tondo chiude sin d’ora le porte a deroghe per Trieste e Gorizia. E la sua giunta approva in via definitiva il disegno di legge Ciriani sul commercio senza modificare il testo uscito dal Consiglio per le Autonomie, con i suoi capisaldi ben fermi, come la possibilità di effettuare i saldi in due «finestre» dal 2 gennaio al 31 marzo e dal 1luglio al 30 settembre e soprattutto come il limite di 29 domeniche di apertura con l’esclusione dei comuni turistici, ovvero Lignano e Grado, dove le aperture domenicali saranno libere.
Il voto è unanime ma i distinguo non mancano, vengono messi a verbale, tanto che in Consiglio rischia di accendersi la battaglia. La triestina Sandra Savino si fa portavoce di un bel nugolo di consiglieri giuliani e goriziani che vogliono riconosciuta per le loro città le domeniche aperte senza vincoli per fare fronte alla concorrenza slovena. «Trieste, in quanto capoluogo del Friuli Venezia Giulia, deve restare città turistica e la nuova legge sul commercio che sta prendendo forma deve tenerne conto» afferma il consigliere triestino del Pdl, Bruno Marini.
Tondo in persona, però, chiude la porta ad ogni possibile deroga relativa ai Comuni turistici: «È un impegno che abbiamo preso in campagna elettorale e anche i consiglieri sono stati eletti in base a quel programma. Comprendiamo le esigenze ma andiamo avanti per la strada che abbiamo indicato, ovvero la previsione di Grado e Lignano come aree turistiche in quanto sono le uniche che centuplicano la popolazione nel periodo di maggiore afflusso».
Il vicepresidente e assessore alle Attività produttive, Luca Ciriani, non sbarra però la strada ad un leggero cambio di rotta affermando da un lato che «la vocazione turistica di Trieste non è assolutamente messa in discussione e dunque essa sarà tenuta nella dovuta considerazione» e, più in generale, che «l'impostazione complessiva della norma non poteva essere modificata; tuttavia rimango totalmente disponibile al confronto per individuare le soluzioni più idonee alle specifiche esigenze». L’ipotesi che si fa strada è che non si tocchi la norma sui Comuni turistici privilegiando un emendamento ad hoc per le aree di confine che «salverebbe» Gorizia. La Lega però storce il naso di fronte a questa possibilità. «Quella di Trieste e Gorizia è una questione minimale – sostiene l’assessore Federica Seganti – Non ci risulta che vi siano grandi fughe verso la Slovenia, semmai accade il contrario, se non per qualche prodotto specifico come può essere la carne». Il Carroccio, anzi, punta a dare un’ulteriore giro di vite per quanto concerne le chiusure domenicali limitandole a 20 in un anno.
«Vogliamo tutelare i consumatori e il piccolo commercio che svolge anche un servizio sociale» sottolinea la Seganti. Intanto la seconda commissione consiliare ha calendarizzato per il 7 ottobre le audizioni sulla riforma: verranno sentiti sindacati, categorie, associazioni di consumatori, industriali e artigiani, cooperative, Acli, Consiglio delle Autonomie locali, Anci, Upi e le quattro Camere di commercio. Mercoledì 15 e giovedì 16, invece, l'esame dell'articolato. Non solo commercio nella giunta di ieri. È stato ridotto del 10% lo stipendio annuo dei superdirettori della sanità: è una misura provvisoria in quanto la giunta ha stabilito di rinviare la decisione definitiva ad una successiva deliberazione, da adottare entro l'anno. In quell'occasione i compensi potrebbero subire ulteriori riduzioni, sulla base delle indicazioni del governo nazionale che, al momento, ha previsto riduzioni fino al 20%.
Argomenti:commercio
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