Partito il progetto Lapidario ma mancano (ancora) le risorse

Il progetto è pronto e c’è già anche la data dell’inaugurazione ufficiale, anche se al momento l’iter burocratico per le autorizzazioni del caso non si è ancora concluso e soprattutto mancano le risorse economiche.
Nelle intenzioni della Lega Nazionale di Gorizia, infatti, sarà inaugurato il 15 settembre di quest’anno (o il 9 febbraio 2020), il nuovo lapidario del parco della Rimembranza, che riporterà almeno una cinquantina di nuovi nomi di deportati dalle truppe jugoslave. Il monumento, con tanto di plastico, è stato illustrato ieri proprio nel parco, a margine della cerimonia in ricordo di quel 12 giugno 1945 che vide la costituzione del Governo militare alleato e l’abbandono della città da parte delle truppe titine. «La vera liberazione di Gorizia – ha detto il presidente della Lega Nazionale Luca Urizio –, visto che il 25 aprile 1945 Gorizia fu occupata da chi voleva farci passare da una dittatura all’altra». Urizio ha anche stigmatizzato l’assenza alla cerimonia dei rappresentanti dell’opposizione in Consiglio comunale, mentre per la maggioranza, oltre al sindaco Ziberna, c’era una nutrita rappresentanza della giunta (con il vicesindaco Ceretta e gli assessori Oreti e Bernobich). Tornando al nuovo Lapidario progettato dall’architetto Barbara Fornasir, da poco scomparsa («È stato il suo ultimo regalo alla città» hanno sottolineato i presenti, tra i quali il fratello), esso sorgerà accanto a quello esistente, di fronte, e ne ricalcherà dimensioni e forma. La struttura in calcestruzzo sarà ricoperta da lastre di acciaio spazzolato, e recherà, oltre ai nuovi nomi dei deportati (al momento una cinquantina, ma la Lega Nazionale non esclude di poterne aggiungere altri in seguito alle ricerche), la dicitura “Nel ricordo delle tante vite ingiustamente spezzate con le deportazioni in Jugoslavia per mano di partigiani comunisti filo-Jugoslavia”.
Il costo è stimato in circa 20 mila euro, e la Lega Nazionale cercherà di reperire i fondi anche attraverso le donazioni di chi vorrà contribuire, contattando il 3356893239 o attraverso l’Iban IT73R0306909606100000066793, Intesa San Paolo, con causale “Contributo per il nuoto lapidario di Gorizia”. In una seconda fase, in base ai fondi disponibili, il monumento verrà completato con la pavimentazione e una panchina. «Dal lapidario esistente saranno invece solo rimossi alcuni nomi su richiesta ufficiale dei parenti», ha aggiunto Urizio. Che poi ha rivolto un messaggio all’Anpi: «Noi vogliamo guardare avanti senza rancori e senza odio, ma il futuro non può essere costruito sull’oblio. Veniamo accusati di attaccare la Resistenza, ma in realtà con la nostra dicitura diciamo chiaramente che le responsabilità non sono di tutti i partigiani indistintamente, ma di una parte di loro». —
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