Povertà energetica, nell’Europa dell’Est milioni di persone in case troppo fredde

Sopra la media Ue del 7,6% le cifre di quanti non possono riscaldare bene l’abitazione: in Kosovo si arriva al 50% 

BELGRADO. Le giornate si accorciano, la mattina la brina si posa su auto e intreccia merletti sui rami degli alberi, il gelo morde, una persistente nebbiolina mista a smog assedia le campagne, le notti diventano sempre più rigide, cade la prima neve. È bello, d’inverno, mentre il gran freddo comincia a farla da padrone, rintanarsi nelle proprie case. Ma un rifugio caldo e accogliente ancora oggi resta un miraggio per milioni di persone, nell’Europa orientale e nei Balcani, persone costrette a vivere in alloggi gelidi. O quantomeno non adeguatamente riscaldati.

Si chiama “povertà energetica” ed è un fenomeno che continua a essere serio in ampie parti della regione, malgrado i più che significativi miglioramenti registrati nell’ultimo decennio. Quello di povertà energetica è un concetto dibattuto e dalle molte definizioni, ma può essere sintetizzato immaginando una famiglia – in particolare anziani, genitori single con bambini, gruppi familiari numerosi e persone a basso reddito - che vive in una abitazione umida e non coibentata, che spende più del 10% delle sue entrate, già magre, per le bollette del riscaldamento o per comprare carbone e legna per la stufa o ancora più esaustivamente con la frase «non riesce a mantenere abbastanza calda la propria casa» in inverno, secondo una definizione di Eurostat.

Quanti sono, a Est e nei Balcani, gli individui che in questo momento sono al freddo? Tantissimi, secondo i più recenti dati di Eurostat e stime nazionali e internazionali. Se nell’Ue si parla, secondo l’ufficio statistico dell’Unione, di una media del 7,6% nel 2018 di gente che non riesce a scaldare adeguatamente il luogo in cui vive, la percentuale di persone che «non possono permettersi abbastanza calore in casa» schizzerebbe addirittura intorno al 50% in Kosovo, il Paese più povero d’Europa, secondo stime della Res Foundation.

Ma ci sono anche Paesi già da anni membri della Ue che non conoscono condizioni migliori. La maglia nera spetta alla Bulgaria, dove l’anno scorso il 33,7% della popolazione non poteva permettersi un inverno al caldo, si evince dagli ultimi dati Eurostat. Sicuramente il quadro è più positivo rispetto al 2009, quando la quota era al 64,2%, ma ancora oggi Sofia conta 2,3 milioni di persone che rabbrividiscono nelle loro case, d’inverno.

Situazione simile in una delle “tigri economiche” baltiche, la Lituania, dove la percentuale veleggia intorno al 27,9%, persino in leggero aumento rispetto a un decennio fa. Segue a ruota la Macedonia del Nord, dove il 24% della popolazione vive in case poco riscaldate durante le rigide stagioni invernali. Si batte i denti anche nella - spesso freddissima d’inverno - Grecia, dove la grande crisi economica ha fatto schizzare la quota di persone in difficoltà con il riscaldamento dal 15,7% del 2009 al 22,7% del 2018.

Di difficile lettura la situazione in Albania, dove stime della Banca Mondiale suggeriscono uno scenario speculare a quello del Kosovo, con metà della popolazione che si misura con le difficoltà a riscaldare casa, mentre altre del programma South East Europe Sustainable Energy Policy parlano "solo" di un buon 20%. Sopra la media anche la Serbia (10% nel 2018, secondo Eurostat), mentre ci sono letture contrastanti su uno dei Paesi più popolosi e importanti dell’Est, la Romania.

Secondo Eurostat, la percentuale di gente al freddo è scesa al 9,6% nel 2018, ma uno studio del Centrul pentru Studiul Democratiei (Csd) parla del 23%. Non ci sono stime precise a livello nazionale per la Bosnia, ma uno studio settoriale di una Ong bosniaca ha suggerito che il paese si colloca ben oltre la media europea in tema di povertà energetica. Povertà che è un problema non solo per più di dieci milioni di persone, a Est, ma ha anche ricadute sull’ambiente, legata com’è all’uso di stufe a legna e carbone, responsabili dell’inquinamento che sempre più massicciamente assedia i Balcani.

 

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