Rive dell’Isonzo occupate dai migranti

I richiedenti asilo sono tornati sulle rive dell’Isonzo. Una storia che si ripete. Nonostante i mille appelli della Prefettura, della Caritas, dei volontari. Nonostante i cartelli che spiegano nei loro idiomi qual è la pericolosità del fiume, soggetto a piene improvvise, complice anche la regolamentazione della diga di Salcano.
La questione sarà portata nel corso del prossimo tavolo dedicato all’immigrazione in Prefettura. A parlarne Silvana Romano, assessore comunale al Welfare. «Purtroppo, stiamo rivivendo storie già viste. La prossima settimana – annuncia – avremo un incontro in Prefettura e parleremo anche di questo problema. Sarà l’occasione per parlare anche di numeri: quanti migranti ospitiamo oggi sul territorio comunale, quanti se ne sono andati, quanti verranno trasferiti». Romano evidenzia come le rive siano diventate meta non solo e non tanto dei richiedenti asilo “senza convenzione”, di quelli cioé che non hanno né un tetto né un letto. «In realtà, molti di coloro che raggiungono l’Isonzo sono richiedenti asilo ospitato al Nazareno piuttosto che in altre strutture: stranieri che hanno una sistemazione regolare ma che scelgono le rive per passare la loro giornata. Ormai, quella è diventato il loro punto di riferimento». La richiesta del Comune, alla fine, è molto chiara e limpida. «Chiederemo alle forze dell’ordine ancora più attenzione. L’Isonzo è un fiume pericoloso e non si possono tollerare fuochi per cucinare», il chiaro monito dell’assessore Romano.
Gli appelli, ad oggi, sono caduti miseramente nel vuoto. Le sponde dell’Isonzo, o “the jungle”, volendo utilizzare l’appellativo con cui i richiedenti asilo hanno ribattezzato quella zona, continuano a pullulare di tende, rifiuti, barattoli, pentole, griglie e fuochi più o meno improvvisati. Una situazione ormai già nota nel parco sull’Isonzo sia sotto via Lungo Isonzo Argentina sia sotto via della Barca, zona che le temperature dell’ultimo periodo hanno contribuito a ripopolare e che si conferma in cima alla lista dei luoghi più graditi e frequentati dai migranti. I primi arrivi, secondo le testimonianze di alcuni residenti, si possono osservare già dopo le prime luci dell’alba, mentre i viaggi di ritorno verso le strutture di accoglienza difficilmente iniziano prima che il sole sia tramontato.
Conferme arrivano anche dal consigliere comunale leghista Stefano Altinier. «Sono stato avvisato del comportamento indisciplinato dei richiedenti asilo. Dopo il caso dello spacciatore ai giardini pubblici, poi rilasciato in poco tempo, temo che piano piano stiano iniziando a diventare fuori controllo è sempre più difficili da gestire. Questo nuovo allarme - attacca Altinier - riguarda la zona di Piuma, più precisamente il conosciutissimo “quadrato” dove molti goriziani e non solo, si godono l’estate a fare il bagno e prendere il sole sull’Isonzo. Ho ricevuto le segnalazioni dei molti rifiuti abbandonati tra cui piatti in plastica e altra minuteria usata per i pasti, abbandonano tutto dove capita e poi si spostano per continuare a godersi il parco senza la sporcizia. Molti goriziani puliscono da tempo la zona per mantenere salubre il posto, ma quest’ultimo episodio ha stupito i cittadini ancora di più. I richiedenti asilo lasciano gli asciugamani distesi sul posto come ad indicare che sia un posto “riservato” a loro».
Un osservatore privilegiato è Manuel Rizzi, benzinaio ed esponente di Forza Italia che ha la sua attività in via Lungo Isonzo Argentina. «Dopo il solito periodo di tranquillità, nella zona adiacente le sponde lungo del fiume Isonzo sono ricomparsi gruppi di migranti che bivaccano durante il giorno. I luoghi sono ormai noti alla cronaca sotto il ponte VIII Agosto e lungo la sponda adiacente l’Expomego. Le sponde vengono raggiunte in particolare nei fine settimana e nei giorni festivi, infatti il 2 giugno scorso un migrante è stato immortalato con un grosso ramo fra le mani in via Lungo Isonzo Argentina».
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