Roma: Ferriera, riconversione al via entro due mesi

La Camera impegna Governo e Regione a fissare un percorso fino all’«eventuale chiusura»
di Piero Rauber
Sessanta giorni per definire tempi e modi del dopo-Ferriera: riconversione, chiusura, ricollocazione dei lavoratori. Il termine dei due mesi parte da Roma ed è contenuto in un atto parlamentare per effetto del quale la questione Servola diventa, dal punto di vista politico-istituzionale, un affare tra governo nazionale e regionale, pilotati entrambi dal centrodestra, ma con tanto di delega bipartisan, firmata anche dall’opposizione di centrosinistra.


IL VOTO
Nel primo pomeriggio di ieri, infatti, l’ottava commissione Ambiente della Camera ha approvato all’unanimità una risoluzione sul «recupero ambientale dello stabilimento metallurgico di Servola» presentata dalla Lega, fatta propria dal governo e condivisa dalle altre forze politiche, Pd e Italia dei Valori comprese, previo «aggiustamento» di determinati passaggi.


LA FORMULA
La risoluzione dunque «impegna il governo a favorire, nel rispetto delle proprie competenze e fatte salve le prerogative della Regione Friuli Venezia Giulia, la messa in atto di ogni più utile misura che si renda necessaria per conseguire, con il consenso della popolazione del rione di Servola, il rapido avvio della procedura di riconversione, cui seguirà l’eventuale chiusura della Ferriera, valutando l’opportunità di procedere all’attuazione di un programma di riconversione da adottare entro sessanta giorni, contenente interventi mirati allo sviluppo economico produttivo nel quale vengano previste soluzioni intermedie e di lungo periodo per i lavoratori che nella riconversione dovranno trovare adeguata riconversione».


I TRIESTINI
Il secondo firmatario del documento è il deputato del Carroccio Massimiliano Fedriga. Sopra il suo autografo compare quello del presidente della commissione, l’altro padano Angelo Alessandri, che accompagnato dallo stesso Fedriga aveva effettuato a luglio un sopralluogo a Servola. Il documento è stato quindi discusso alla presenza del rappresentante del governo, il sottosegretario all’ambiente Roberto Menia, e alla fine è stato sottoscritto per il Pd da Ettore Rosato, che pur non facendo parte della commissione ha, come tutti gli onorevoli, facoltà di intervenire e firmare gli atti politici di Montecitorio.


IL VINCOLO
Il risultato dunque è che da ieri esiste una carta che, pur non entrando nel merito, riaccende i riflettori su una vicenda che da anni si snoda. Governo e Regione vengono delegati a individuare la rapida soluzione di un caso che riguarda, oltre che gli interessi del colosso Lucchini-Severstal, le aspettative dei cittadini di Servola e il destino di oltre 500 famiglie che campano con il salario di altrettanti dipendenti. «È la prima volta - gongola Fedriga - in cui un organo parlamentare impegna il governo per una soluzione al problema Ferriera chiedendo l’indicazione di termini certi.


Il successo di quest’iniziativa è andato oltre le attese: la condivisione è arrivata anche dall’onorevole dell’Idv Carlo Monai, che nella passata legislatura regionale sosteneva con i Cittadini l’amministrazione Illy, da cui è partita l’Aia alla Ferriera. Ora aspettiamo che il governo si muova, che faccia qualcosa, il nostro compito sarà quello di vigilare sul rispetto dei tempi».


LA MODIFICA
Il margine dei sessanta giorni, così come il passaggio indicato nel documento sul «rapido avvio della procedura di riconversione, cui seguirà l’eventuale chiusura della Ferriera», sono spuntati nell’ultima versione: la prima bozza targata Lega parlava schiettamente dell’obiettivo «chiusura entro il 2009». A rimarcarlo è lo stesso Rosato, che precisa: «Quello di partenza era un altro testo. Si è concordato che era opportuno stilare un documento che consentisse di affrontare la questione senza demagogie. Ne è uscito un vincolo politico importante per la città. Ora il pallino è nelle mani del governo, e in particolare del sottosegretario Menia (che ieri non è stato possibile contattare, ndr). Può iniziare ad agire perché conosce bene la situazione».


IL CONFRONTO
La notizia è rimbalzata ieri a Trieste mentre si teneva in Regione un vertice sulla revisione dell’Aia tra l’assessore regionale all’ambiente Vanni Lenna, il sindaco Roberto Dipiazza, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat e l’assessore di Palazzo Galatti Ondina Barduzzi. Tutti d’accordo sulla necessità di un confronto con la Lucchini, che viaggi in parallelo con il tavolo sulla riconversione tra ministeri dell’Ambiente e Sviluppo economico, Regione e Provincia, con l’adesione del Comune: lo sbocco naturale per tradurre in tempi e modi la risoluzione votata a Montecitorio, che da quanto si è appreso in serata contiene suggerimenti arrivati proprio dalle stanze del Municipio.
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