Scala dei Giganti, indagine bis sull’aggressore

Il 18enne kosovaro che in ottobre aveva accoltellato un minorenne, a luglio aveva tentato di rapinare un uomo picchiandolo



Il suo nome è diventato tristemente noto a inizio ottobre, quando aveva accoltellato un diciassettenne di Cervignano sulla Scala dei Giganti. Ma il diciottenne kosovaro Albion Avdijaj, finito in carcere per quell’episodio, non dovrà rispondere soltanto di tentato omicidio pluriaggravato. La Procura di Trieste lo ha indagato anche per una tentata rapina avvenuta alcuni mesi prima, il pomeriggio dello scorso 29 luglio.

Il kosovaro, quel giorno, aveva aggredito e picchiato una persona nei pressi del bar che si trova all’angolo tra via Milano e via Carducci, cercando di rubarle il portafoglio, la catenina al collo e una borsa di plastica che conteneva il “Depalgos”. Si tratta di un farmaco a base di ossicodone, un oppioide talvolta spacciato come sostanza stupefacente.

In quel pomeriggio del 29 luglio, per sottrarre il portafoglio, la catenina e i medicinali al malcapitato, Avdijaj aveva sfogato tutta la violenza di cui è capace. Lo straniero aveva colpito la vittima con una raffica di pugni e calci alla testa, sulla pancia e sulle braccia.

Il kosovaro non era riuscito a portare a termine la sua rapina solo grazie all’intervento di altre persone presenti in quel momento nel bar e degli agenti della Polizia locale arrivati sul posto.

Il pubblico ministero Chiara De Grassi, il magistrato titolare del fascicolo, aveva indagato il diciottenne kosovaro anche per lesioni aggravate. La vittima aveva infatti riportato una ferita alla testa.

Avdijaj, come accertato nelle successive indagini sull’accoltellamento di inizio ottobre, faceva parte della banda di violenti che spadroneggiava in Scala dei Giganti e dintorni: giovani stranieri, per lo più minorenni kosovari, molti dei quali con tatuaggi che raffigurano un kalashnikov e il numero 507 (il riferimento è al 5 luglio 1990, giorno della prima, simbolica proclamazione dell’indipendenza kosovara).

Anche Avdijaj ha quei due tatuaggi sulla pelle. Come faceva notare nei mesi scorsi il giudice nella sua ordinanza di carcerazione, il gruppo è caratterizzato da «forte connotazione nazionalista e violenta».

L’episodio della tentata rapina di luglio approderà in udienza preliminare mercoledì prossimo. Il giudice è Luigi Dainotti. Avdijaj è difeso dall’avvocato d’ufficio Andrea Cavazzini. —



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