Servizi comunali ceduti alla srl Un dipendente su due dice no

Mille firme di dipendenti comunali (a fronte di un numero complessivo di 2.200 addetti) raccolte in meno di una settimana per chiedere al sindaco una netta presa di pozione sulla vicenda della Trieste Servizi, la società a responsabilità limitata e controllata al 100% dal Comune a cui i consiglieri Roberto Cason e Francesco Di Paola della Lista Dipiazza propongono di trasferire la gestione di diversi servizi. «Ci attendevamo una reazione forte da parte del sindaco in qualità di primo cittadino e di leader della lista civica di cui sono espressione gli autori della proposta contestata, tra l’altro pure presidenti di due commissioni che avrebbero un ruolo importante nell’eventuale iter del progetto - spiegano Walter Giani di Cisl Fp, Virginio Toso di Cigl Fp e Christian Schiraldi di Uil Fpl -. Chiediamo a Dipiazza che quella proposta venga ritirata il prossimo lunedì nel corso della seduta del Consiglio comunale, e che sulla vicenda venga messa definitivamente una pietra tombale. Basta con la “pubblicità occulta” per la fantomatica srl sui social media e nelle trasmissioni tv».
Già perché, malgrado sia stato annunciato il ritiro di quella proposta di delibera, Cason di recente ha dichiarato in un diretta televisiva che il progetto non è stato abbandonato e resta pure attiva la pagina Facebook creata per promuovere l'iniziativa. «A seguito di una riunione dei capigruppo il direttore generale ci ha inviato una lettera con la quale ci assicura il ritiro di quell'atto - riferiscono i sindacati - ma contestualmente i due consiglieri rilanciano. Siamo preoccupati, perché temiamo che dietro a questa proposta ci sia un disegno più ampio, non una semplice boutade di due consiglieri, e che questo sia un cavallo di Troia per demolire il Comune di Trieste».
I sindacati, intanto, mantengono lo stato di agitazione. Mercoledì scorso la questione è stata affrontata in Prefettura alla presenza anche del direttore generale, Santi Terranova. «Abbiamo rinviato il tentativo di conciliazione al 21 novembre, in attesa di capire cosa accadrà nella prossima seduta del Consiglio comunale, - precisano i sindacati - siamo pronti a qualsiasi forma di protesta se quel progetto non venisse definitivamente abbandonato». Per Giani «va mantenuta alta l'attenzione affinché un dipendete entrato a lavorare in Comune con un concorso pubblico non si ritrovi con un contratto privato». «Serve un potenziamento del pubblico, - aggiunge Toso -. Servono nuove assunzioni ed erogazione di servizi adeguati a soddisfare i bisogni del territorio. E se un ente pubblico ritiene di fare una riorganizzazione, deve discuterne all'interno degli organismi istituzionali e non su Facebook».
Le 1000 firme verranno depositate oggi all'Ufficio Protocollo. «Tenendo conto che i dipendenti comunali sono circa 2.200 - valutano i sindacati - e che la proposta non coinvolgerebbe chi lavora nella polizia locale e all'Anagrafe, la percentuale di lavoratori che spontaneamente, senza che vengano attivate per ora da parte delle sigle sindacali particolari iniziative, è elevata: un segnale che non può passare inosservato». Il prossimo 19 novembre, in concomitanza con la prevista seduta del Consiglio comunale, i sindacati organizzeranno un presidio sotto al Municipio. —
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