«Sindaco e maggioranza snobbano l’opposizione sui concreti problemi della sanità territoriale»

la denuncia
La sanità monfalcone e nel Basso Isontino non gode di una salute impeccabile, quanto a personale e servizi. Uno degli ultimi esempi per l’opposizione di centrosinistra, affiancata nell’occasione dal Movimento 5 Stelle, è l’ambulatorio della terapia del dolore che riesce a garantire il servizio una volta alla settimana contro le tre di quello insediato nell’ospedale di Gorizia e l’attività ancora più strutturata presente a Palmanova. Sull’esigenza di un potenziamento dell’attività dell’ambulatorio l’opposizione pensava di quindi poter trovare una, seppur rara e isolata, unità d’intenti con la maggioranza di centrodestra. «Così, invece, non è stato, perché la mozione, del tutto priva di toni polemici e ideologici, è stata bocciata in Consiglio venerdì mattina, dopo che ci era stato chiesto di trasformarla in una raccomandazione e dopo una sospensione di dieci minuti della seduta», ha spiegato ieri la capogruppo dem Lucia Giurissa, in una conferenza stampa cui hanno partecipato tutti i rappresentanti dell’opposizione. La mozione, elaborata e presentata dal consigliere Pd Paolo Fogar ancora ad agosto dello scorso anno, puntava a impegnare il sindaco a chiedere all’Azienda sanitaria il superamento delle liste d’attesa, aumentando i giorni di apertura, un ambulatorio con spazi adeguati al tipo di trattamento specialistico (ora è condiviso con gli anestesisti per la valutazione pre-operatoria, come spiegato da Fogar ieri) e, in sostanza, un servizio di terapia del dolore non inferiore a quello erogato negli altri presidi ospedalieri dell’Aas.
«Il nostro obiettivo era quello di dare maggior forza al sindaco – ha aggiunto Giurissa – e invece abbiamo ottenuto una bocciatura, sostenuta dalla sconcertante spiegazione del capogruppo della Lega Federico Razzini che ci ha parlato di elementi sul tavolo della contrattazione per l’attuazione della riforma sanitaria tali da non consentire una condivisione della mozione».
In secondo piano per l’opposizione non è passata l’assenza al momento della discussione di Michele Luise, assessore alle Politiche sociali, ma anche direttore del Distretto sanitario. «In cui è inserito l’ambulatorio», ha rilevato Cristiana Morsolin de La Sinistra, ricordando inoltre la cancellazione della figura della senologa dal Consultorio famigliare. «Io invece sono una delle persone che soffre di dolore cronico – ha sottolineato l’ex grillina, entrata nel Gruppo misto, Elisabetta Maccarini – e, dopo 8 mesi di attesa, sono ora seguita a Gorizia. I tempi di accesso a Monfalcone non sembrano nemmeno quantificabili. Per questo credo che venerdì mattina, in aula, si sia toccato il fondo. Mi chiedo dove siano finite le passerelle e le battaglie sulla sanità di cui si faceva portabandiera il sindaco».
La vicenda all’altro consigliere del Gruppo misto ed esponente di Art. 1-Mdp Omar Greco ha comunque lasciato la sensazione da un lato che la maggioranza non riesca e non voglia confrontarsi con l’opposizione e dall’altro «la mancanza di informazione e autonomia dei consiglieri del centrodestra». «La questione è che tra ripicche, quelle della maggioranza, e sgomitamenti per apparire a rimetterci sono sempre i cittadini», ha concluso la consigliere de La nostra città Annamaria Furfaro. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








