Una mozione del Pd sul pluralismo dell’informazione

Il Partito democratico si schiera a Gorizia in difesa del Fondo per il pluralismo dell’informazione. E lo fa con una mozione da presentare in Consiglio comunale promossa dal consigliere David Peterin...

Il Partito democratico si schiera a Gorizia in difesa del Fondo per il pluralismo dell’informazione. E lo fa con una mozione da presentare in Consiglio comunale promossa dal consigliere David Peterin e condivisa non solo dal centrosinistra ma anche da alcuni rappresentanti del centrodestra.

L’obiettivo è salvaguardare la legge che stanzia risorse fondamentali per sostenere l’editoria locale di informazione, le testate delle minoranze, i settimanali cattolici diocesani ed anche la stampa italiana all’estero. Dopo l’annuncio da parte del Governo dell’intenzione di tagliare del 90% già a partire dal prossimo anno il Fondo per il pluralismo dell’informazione a rischio c’è il futuro di testate come Primorski Dnevnik, Voce Isontina, Novi Glas, Novi Matajur o anche Voce del Popolo di Fiume, che viene pubblicato per la comunità italiana in Slovenia e Croazia.

«Il ridimensionamento delle testate colpite dai taglia costituirebbe un grave danno per la ricchezza culturale e il pluralismo dell’informazione nella nostra città», si legge nella mozione, con Peterin e gli altri promotori del documento che auspicano quindi possa esserci da parte della comunità goriziana (evidentemente a partire dai banchi dell’assemblea civica e dalle istituzioni in generale) un sostegno ampio e trasversale all’iniziativa in difesa del fondo. Il tutto anche alla luce delle recenti prese di posizione di esponenti di primo piano della maggioranza che sostiene il Governo nazionale. Ma non solo.

«I tagli andrebbero a incidere sulle testate della minoranza slovena in Italia, ma anche su realtà d’informazione sensibili per la comunità italiana in Istria e Dalmazia – aggiunge il consigliere del Pd –. Testate che nel loro complesso danno un contributo fondamentale all’attuazione del diritto all’informazione nella madrelingua, alla diffusione della lingua e della cultura. Insomma, avremmo un impoverimento complessivo che non sarebbe in alcun modo compensato dal risparmio». –

M. B.

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